Battaglia contro nitriti e nitrati

 

Solo a pochi alimenti non è consentito addizionare additivi: olio extravergine di oliva, latte fresco pastorizzato, yogurt al naturale, zucchero, miele, paste alimentari secche.
In generale, gli alimenti che più necessitano di additivi sono quelli che hanno subito molte lavorazioni e processi tecnologici.
Generalmente gli alimenti di qualità medio-alta non necessitano di additivi pericolosi: questo è sicuramente un vantaggio per chi segue una alimentazione che promuove il consumo di alimenti di qualità medio-alta.

Attualmente l' utilizzo degli additivi alimentari è regolamentato da diverse direttive CEE e le sigle con cui queste sostanze vengono individuate iniziano con una E, che sta proprio ad indicare l' autorizzazione all' utilizzo ottenuta da parte dell' Unione Europea. La E è seguita da un numero che consente di identificare la sostanza:

  • da E100 a E199 vengono inseriti i coloranti;
  • da E200 a E299 individuano i conservanti;
  • da E300 a E399 rientrano gli antiossidanti e i regolatori di acidità;
  • da E400 a E499 gli addensanti, gli stabilizzanti e gli emulsionanti;
  • da E500 a E599 altri additivi che agiscono correggendo l' acidità ed evitando l'agglomerazione;
  • da E600 a E699 rientrano gli esaltatori di sapidità e nell' intervallo
  • da E900 a E999 sono stati inseriti additivi vari con funzioni diverse, tra cui gli edulcoranti.

«Sulla base delle prove di tossicità» spiega Catherine Leclercq, nutrizionista dell' Inran «alla maggior parte degli additivi è assegnata una Dga, dose giornaliera ammissibile, cioè la quantità che, in relazione al peso corporeo, può essere assunta nella dieta tutti i giorni senza che, secondo le autorità alimentari, si possano prevedere rischi per la salute in base allo stato attuale delle conoscenze. Le sostanze più tossiche sono quindi quelle per cui è prevista la Dga più bassa. Di conseguenza per queste sostanze le concentrazioni autorizzate negli alimenti a livello europeo sono più basse».

Sulla rivista "Terra Nostra di novembre 2010" c'è un articolo molto importante, ne ho estratto il contenuto che può essere letto in questi allegati, presenti a fondo pagina.

 

In alternativa un articolo del sito www.interno18.it che parla dei gravi pericoli dei nitriti e nitrati.

 


Infatti alimentarsi con tali prodotti, tenendo sotto controllo l'apporto calorico giornaliero, consente di evitare la maggior parte dei prodotti potenzialmente pericolosi per la salute.
I nitriti (identificati come additivi alimentari dalle sigle E249 ed E250) e i nitrati (E251 ed E252) sono sali di azoto: i primi si ottengono da acido nitroso e i secondi da acido nitrico e sono utilizzati nei salumi e nelle carni conservate, e meritano un discorso a parte.
Sono sostanze naturalmente presenti in natura, che vengono usate come additivi in carni in scatola, salumi, pesci marinati. I nitriti soggetti all'ambiente acido dello stomaco si legano ai composti azotati degli alimenti e si trasformano in nitrosammine, sostanze cancerogene.
Leggete le utili informazioni presenti nel sito www.cibo360.it alla pagina Conservanti nei salumi - Nitriti e nitrati.

 

Queste sostanze sono ampiamente usate come conservanti per carni in scatola e salumi (e per migliorare il sapore e il colore del prodotto; si usano a questo scopo quantità tre volte superiori a quelle necessarie come conservanti).
Per capire la tossicità di nitriti/nitrati vi invito a visitare anche il sito www.albanesi.it alla pagina Alimentazione/nitriti.

 

Pertanto se condividete con noi la pericolosità dei nitriti, diffondete via email ai vostri amici e conoscenti queste informazioni o il link a questa pagina.

 

Se molte persone verranno coinvolte, le vendite di prodotti a rischio diminuiranno, e le aziende saranno costrette a migliorare la qualità dei prodotti eliminando i conservanti nocivi dagli insaccati e dalle carni in scatola.

 

Secondo l'AIRC (Ass. It. Ricerca sul Cancro) il consumo di insaccati con conservanti è una della cause accertate di cancro allo stomaco.

 

Un nuovo studio della Columbia University di New York mostra che il consumo di insaccati conservati con nitriti può ridurre le funzioni respiratorie del 3%, una sensibile compromissione che potrebbe avere preoccupanti effetti in soggetti che presentano già patologie anche leggere come le bronchiti.

 

I nitriti e i nitrati sono talmente diffusi che chiunque decida di adottare una alimentazione salutista si trova costretto ad eliminare la maggior parte dei salumi dalla propria alimentazione.
Basta leggere le etichette dei prodotti per scoprire che salvo poche eccezioni (oltre ai nostri prodotti, anche il Prosciutto di Parma) tutti i salumi venduti nei negozi, e molti quelli artigianali (o presunti tali) contengono nitriti e nitrati.

 

Produrre salumi senza conservanti è possibile, i nostri antenati lo hanno fatto per secoli e tutt'ora molti piccoli produttori producono salumi come una volta, usando solamente conservanti naturali: sale, pepe, peperoncino, spezie, quello che facciamo noi.

 

Mangiare salumi che non siano dannosi per la salute si può, basta far girare questa informazione e rifiutare salumi con conservanti. Se la domanda di prodotti sani aumenterà, i produttori si adegueranno molto in fretta. Nell' archivio del sito www.cibo360.it troverai solo salumifici che producono senza nitriti, molti di essi non utilizzano alcun conservante, altri usano solo nitrato con o senza antiossidante, e la nostra azienda è una di questa, una azienda che fa salumi senza nitriti, nitrati, latte, zuccheri e additivi chimici.

 

Quindi diffondi queste informazioni ad amici, parenti e conoscenti, migliora la qualità dei prodotti alimentari !

 

 

 

 

 

blank